DOPPIATRICI & DOPPIATORI: post in progress

845_1285591336Come già segnala il titolo, questo sarà un post in progress, vale a dire un post dove aggiungerò di volta in volta doppiatori e doppiatrici che reputo (o che sono di fatto) una spanna sopra ai loro colleghi e colleghe.

Ho deciso che che la seguente sarà una lista che guarda alla contemporaneità, lasciando fuori i grandi nomi del passato, che ora non ci sono più, ma che comunque rimangono impressi nella nostra memoria spettatori e cinematografici.

La lista, per evitare di fare un’insulsa e inutile classifica, elenca i nomi in ordine alfabetico.

  • Sandro Acerbo
  • Alessia Amendola
  • Rodolfo Bianchi
  • Francesco Bulckaen
  • Claudia Catani
  • Anna Cesareni
  • David Chevalier
  • Roberto Chevalier
  • Emiliano Coltorti
  • Stefano Crescentini
  • Eleonora De Angelis
  • Vittorio De Angelis
  • Barbara De Bortoli
  • Stefano De Sando
  • Mauro Gravina
  • Christian Iansante
  • Alessandra Korompay
  • Ilaria Latini
  • Andrea Lavagnino
  • Angelo Maggi
  • Valentina Mari
  • Andrea Mete
  • Gianfranco Miranda
  • Simone Mori
  • Riccardo (Niseem) Onorato
  • Eva Padoan
  • Roberto Pedicini
  • Francesco Prando
  • Alessandro Quarta
  • Carlo Valli
  • Fabrizio Vidale
  • Andrea Mete

Barack Obama nel prossimo film di Spielberg

Non entro in merito delle scelte politiche del Presidente USA Barack Obama. Anche perché non vivo negli Stati Uniti e non ho una cultura che mi permetta di poter dare delle opinioni.

Ma fino a ora non ho mai visto un uomo così potente prendersi così in giro, prendersi poco sul serio. Può essere per il suo carattere o per merito di strategie comunicative del suo entourage, non lo so, ma comunque il risultato non cambia.

obama-spielberg-HPIeri (sabato 27 aprile) c’è stata l’annuale cena dei corrispondenti della Casa Bianca e per l’occasione lo staff del presidente, con la collaborazione di Obama stesso, ha creato un video scherzoso. Ma non contenti della presenza del loro capo, hanno chiamato anche Steven Spielberg e Tracy Morgan.

Al momento non ho trovato su YouTube un video sottotitolato. Questo breve filmato simula una specie di preview sul prossimo film di Steven Spielberg. Il regista infatti annuncia, che dopo Lincoln, il ra doveroso parlare della vita di un altro importante presidente americano: Barack Obama. E quale attore può impersonare il presidente se non Daniel Day-Lewis? Ecco dunque l’attore già truccato da Obama che viene intervistato e gli viene chiesto di raccontare come si è approcciato al personaggio di questo presidente contemporaneo e la fatica di doverlo interpretare. In realtà a essere intervistato è proprio il Presidente Obama, che sta al gioco e finge, dunque, di essere Day-Lewis.

Pensate a quale dei nostri politici (che sono il “vuoto” in confronto a Obama!) si sarebbe prestato, con la stessa classe e con la stessa eleganza, a un gioco simile.

Questo è il link del video, caricato sul canale YouTube ufficiale della Casa Bianca: http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=ZyU213nhrh0#!

QUANDO L’ADATTAMENTO DIVENTA UN’ARMA episodio 1

Con questo post inauguro una rubrica dedicata agli strafalcioni, agli errori e ai fraintendimenti che incontro negli adattamenti dei dialoghi italiani di film e serie televisive.

Arrow_1Arrow è una serie televisiva statunitense che racconta le gesta di Oliver Queen, ovvero Freccia Verde dell’universo DC Comics. Avevamo già incontrato un Oliver Queen “televisivo” nella serie Smallville, ma questa versione è decisamente più adulta, in un certo senso, molto più noir e violenta, nei limiti di una serie televisiva, appunto.

Nell’episodio 10 intitolato Bruciato Freccia Verde se la vede con uno dei villain più inquietanti della DC: Firefly.

Nei fumetti Firefly nasce come “cattivo” di Batman ed è un esperto di effetti speciali (una specie di Mysterio della Marvel); poi, dopo la saga Crisi sulle Terre Infinite, Firefly viene riscritto come un esperto di esplosivi e di pirotecnica che, disperato dalla tremenda crisi economica che colpisce Gotham City, perde la ragione e inizia a uccidere la gente con il fuoco.

“Firefly” inglese è quell’insettino brutto ma poetico che è la lucciola (fire-fly = fuoco-mosca/volo).

arkham_asylum_firefly_by_chuckdee-d4mqfvqVeniamo ad Arrow. In questo episodio gli adattatori italiani hanno pensato bene di tradurre “Firefly” con “Libellula”. Non proprio lo stesso insetto! Ma non solo. Così traducendo hanno “tradito” il personaggio stesso, modificandone il nome e il significato, perché nella serie tv Firefly è un ex vigile del fuoco creduto morto. E che c’entra “Libellula” col fuoco?!? Forse traducendo con “Lucciola” avevano paura di incorrere nel doppio significato lucciola/prostituta? Allora potevano mantenere Firefly! Qual’era il problema?!! Anche perché, e qui si nota la poca furbizia, nell’episodio viene mostrato un tatuaggio che raffigura una firefly/lucciola, e ci si rende conto che NON è una libellula, insetto che ha una forma ben diversa e riconoscibilissima da tutti!

Sono cose che non si fanno e danno un pessimo esempio, a favore dei detrattori del doppiaggio.

Ho visto “Hitchcock”

hitchcock_ver5Dopo una settimana dall’uscita nelle sale italiane, il film Hitchock diretto da Sasha Gervasi è uscito anche a Mestre!

Quindi mi scuso se nel post precedente sono sembrato troppo aggressivo… bastava aspettare un po’…

Comunque, gran bel film, devo dire. Puro metacinema, cinema che parla di cinema. La sceneggiatura è tratta dal saggio di Stephen Rebello Come Hitchcock Ha Realizzato Psycho (che tra l’altro possiedo e ho studiato per un esame all’università) che racconta proprio quel periodo della vita del regista, dal rapporto complicato con la moglie e suo braccio destro, al rapporto con gli attori e le attrici, attraverso il processo delicato e carico di apprensione che ha portato alla realizzazione di uno dei capolavori della cinematografia mondiale.

Nei panni paffuti di Alfred Hitchcock troviamo Sir Anthony Hopkins che sotto a uno spesso strato di protesi fa emergere i vizi e i pregi (ma soprattutto vizi!) del regista; Helen Mirren è invece la moglie, Alma Reville, e come sempre è semplicemente e inequivocabilmente superba.

Il film è confezionato come se fosse un dialogo tra Hitchock e lo spettatore (qualcuno si ricorda le presentazioni del regista in apertura degli episodi di Alfred Hitchcock Presenta?), ma allo stesso tempo il regista Gervasi accompagna lo spettatore dentro la mente di Hitchcock, mostrandoci la sua fissazione per Psycho, romanzo scritto da Robert Bloch ,così inquietante, ma anche così “nuovo”… Infatti il Maestro del Brivido rimase molto colpito e sconvolto dal fatto di cronaca ner(issim)a che è alla base del romanzo stesso, tanto da voler girare a tutti i costi, quasi come un bambino capriccioso, un film che a detta di molti avrebbe sconvolto gli Stati Uniti di quegl’anni (1960) e rovinargli la carriera. Fortunatamente non fu così, anche se nessun film successivo del regista riuscì ad arrivare all’altezza di Psycho.

Consiglio personale: prima di vedere Hitchcock, guardatevi, o rinfrescatevi, Psycho.

P.S.: strana sensazione ascoltare Anthony “Hitchcock” Hopkins doppiato da Gigi Proietti…

Cumberbatch e Lee Miller: ATTO I

Benedict Cumberbatch (sì, è un nome vero!) e Jonny Lee Miller (e sì, Jonny si scrive proprio così, in questo caso!). Due grandi attori inglesi che recentemente hanno cominciato a farsi conoscere un po’ in tutto il mondo entrando in grosse produzioni non solo televisive ma anche cinematografiche.

Si sa, le attrici e gli attori inglesi hanno un quid che le loro controparti statunitensi non hanno. Non so a cosa sia dovuto. Secondo me è dovuto al Teatro. In Inghilterra il teatro è molto importante: frequentatissimo dagli spettatori, inserito nei percorsi scolastici e il primo tra gli intrattenimenti (basti pensare alla quantità di teatri nella sola Londra e alla quantità di spettacoli che vengono rappresentati per anni e anni!).

Il teatro obbliga l’attore a rendere la sua performance perfettamente leggibile anche agli spettatori seduti in fondo alla sala o accomodati nel loggione, non solo nelle prime file. E questo significa uno studio approfondito e vissuto sul linguaggio del corpo, sull’intensità dei gesti, sul rendere una battuta “viva” attraverso sia il cambio di intonazioni sia l’impostazione e la mimica facciale.

Ma torniamo ai due attori citati all’inizio. Non scriverò qui di seguito le loro biografie e le loro filmografie (c’è Wikipedia, per questo! O IMDb, se preferite…), ma piuttosto riportare alcune considerazioni, in particolare su due diversissime serie televisive nelle quali entrambi interpretano lo stesso personaggio: Sherlock Holmes.

L’investigatore sociopatico creato da Sir Arthur Conan Doyle ha avuto nel tempo numerosissime trasposizioni, adattamenti e interpreti; e in questi ultimi anni lo abbiamo visto interpretato prima al cinema da Robert Downey Jr., poi sul piccolo schermo da Cumberbatch nella serie televisiva inglese Sherlock  e da Lee Miller negli USA in Elementary.

sherlock-3Sherlock è una serie della BBC e si è voluto riadattare i racconti dello stesso Conan Doyle ambientandoli ai nostri giorni; infatti il titolo di ogni episodio rimanda a uno dei titoli dei racconti dello scrittore. Steven Moffat e Mark Gatiss (che nella serie interpreta anche il fratello di Sherlock, Mycroft), creatori, produttori esecutivi e sceneggiatori della serie, non potevano fare e pretendere di meglio.

Quando sentiamo “serie televisiva” siamo abituati a pensare a quelle statunitensi la cui durata non supera i 40 minuti, ma i 90 minuti di questa serie inglese permette un approccio filmico non solo alla costruzione della sceneggiatura e al conseguente svolgimento della trama ma anche alla cura e all'”artisticità” delle inquadrature e del montaggio. Un vero e proprio film, insomma. Holmes e Watson e tutto il cast di comprimari, che Conan Doyle ha creato nelle sue pagine, si muove in una Londra contemporanea, caotica e moderna, e viene rappresentata proprio come la metropoli qual’è. Sherlock si sta disintossicando dalle sigarette e i cerotti alla nicotina a volte lo aiutano a pensare (a differenza di quello letterario, dipendente da droghe ben più pesanti), come la sua controparte letteraria suona il violino e volutamente ignora tutto ciò che non riguarda le tecniche e gli argomenti utili per risolvere omicidi e sparizioni, è un assessuato sociopatico e ritiene che un omicidio da risolvere sia la miglior cura dalla depressione causata dalla noia; e proprio come sulle pagine di carta, Holmes riesce a relazionarsi con il mondo solo attraverso l’amicizia con il dottor Watson, medico militare reduce della guerra in Afghanistan (Conan Doyle si riferisce alle guerre afghane del 1878-80, Moffatt e Gatiss a quella moderna, of course…), carico di traumi causati dalle sue esperienze sul campo di battaglia e da legami famigliari deboli e inconsistenti: la solitudine personale e privata dei due uomini, che potrebbe avere esiti tragici, si trasforma in forza inarrestabile e di rivalsa di entrambi. Tutto questo supportato da casi da risolvere credibili e verosimili, ma anche ingarbugliati. Altrimenti come potremmo rimanere folgorati dalla “Scienza della Deduzione” di Sherlock Holmes?!

Ma forse pensate che io esageri. L’unico modo per rendersi conto dell’altissima qualità di questo prodotto della BBC (che raramente produce programmi di bassa qualità…) è vederlo, così mi potrete credere. Chi invece lo ha già visto, beh… sarà d’accordo con me.

Gli statunitensi non sono rimasti indifferenti al successo internazionale che ha avuto la serie Sherlock, così il canale televisivo CBS ha messo subito in cantiere il loro Sherlock Holmes. Ed ecco arrivare Elementary.

elementary-un-primo-poster-della-nuova-serie-247359Classica serie televisiva poliziesca americana: il caso deve essere risolto in 40 minuti, ma niente paura perché c’è la possibilità di creare e sviluppare una sotto-trama  articolata, grazie al fatto che una stagione intera di solito è composta da 22/24 episodi. Le due sfortune principali di questa serie sono quelle di essere arrivata dopo, come ho già scritto qualche riga fa, il successo di Sherlock e dopo tutta una sfilza di telefilm che avevano come protagonista un personaggio che si ispirava proprio a Sherlock Holmes. Cosa voglio dire? Pensate a Dottor House, al Patrick Jane di The Mentalist, al Detective Monks, a Cal Lightman di Lie To Me, al dottor Daniel Pierce di Perception (al momento non me ne vengono in mente altri, ma scommetto che la lista potrebbe continuare!)… Tutti personaggi che hanno “rubato”, chi più chi meno, alla creazione di Conan Doyle.

In Elementary troviamo uno Sherlock Holmes che si è trasferito da Londra a New York (dall’aiutare Scotland Yard ora collabora con la polizia della Grande Mela),  ex-tossicodipendente mantenuto da un padre misterioso e affettivamente assente che assume l’ex-chirurgo Joan Watson (Lucy Liu!!!) perché assista il figlio nel difficile percorso post-disintossicazione. Come scrivevo qualche riga fa, la lunga sotto-trama consente di far affiorare alcuni personaggi chiave, quali Irene Adler e Moriarty, legati al fumoso e indefinito passato di Sherlock.

Devo ammettere che all’inizio ero scettico riguardo all’efficacia di questa versione di Sherlock Holmes, principalmente perché mi ero innamorato della versione della BBC, ma proseguendo con la visione della serie ho apprezzato prima di tutto l’interpretazione impeccabile di Jonny Lee Miller, che crea un Holmes eccentrico e iperattivo, e poi la “sfumatura metropolitana” che gli sceneggiatori hanno dato ai casi affrontati.

In conclusione. Elementary e Sherlock mi piacciono molto perché pur essendo molto diverse tra loro, entrambe presentano uno Sherlock Holmes fedele a quello immaginato, creato e descritto Sir Arthur Conan Doyle. Anche se… se dovessi scegliere quale delle due serie buttare giù dalla famosa torre, darei una spinta a Elementary e salverei senz’altro Sherlock

Piccolo P.S. riguardante l’edizione italiana e il doppiaggio.

Sherlock è stata rovinata da un’edizione italiana approssimativa, con un adattamento imbarazzante e censorio, e con una scelta del doppiatore protagonista (l’ottimo Francesco “Leonardo Di Caprio” Pezzulli) poco fedele al timbro di Cumberbatch. Io sono un sostenitore e un appassionato di doppiaggio, ma in questo caso molto meglio vedersi la serie con l’audio originale e sottotitolata in italiano. (da segnalare una curiosità: Francesco Pezzulli doppia Cumberbatch nello Sherlock mandato in onda sulla piattaforma Mediaset Premium e nell’edizione dvd e blu-ray; mentre per la messa in onda in chiaro su Italia1 è stato sostituito da Giorgio Borghetti. Mistero. )

Tutt’altro discorso per Elementary. Grandi professionisti e adattamento, con un lavoro straordinario e degno di nota di Gianfranco Miranda su Jonny Lee Miller.

Forse che chi ha curato l’edizione italiana Sherlock abbia affrontato il lavoro con un poco di pregiudizio, ritenendo poco importante e/o di poco valore un prodotto proveniente dal Regno Unito???

Un Irvine Welsh teatrale

195_welsh_front1Ho appena finito di leggere un copione teatrale scritto da Irvine Welsh, lo scrittore di Trainspotting, per intenderci.

Si intitola Immagino Tu Sia Già Andato In Buca e, sì, si riferisce proprio a “quello”. Presentato per la prima volta il 19 febbraio del 1998 alla West Yorkshire Playhouse di Leeds, il testo è molto diretto e crudo e si può immaginare una messa in scena crudele e shoccante. Gli ambienti sono due: da un parte abbiamo uno studio di registrazione audio insonorizzato e abbandonato, dall’altra un mini appartamento; nello studio l’eterosessuale Docksey e l’omosessuale Jinks tengono segregato e appeso al soffitto Dex, nell’appartamento Laney aspetta il suo uomo, lo stesso Dex.

I due rapitori sono dei “malavitosi da quattro soldi”, soci ma con enormi differenze tra loro, e forse se la prendono con Dex perché hanno con lui un conto in sospeso? E perché Jinks, con “misteriosi” problemi di salute, comincia a torturarlo? Prima lo imbavaglia allacciandogli un morso, poi lo assorda con della musica altissima nelle cuffie e infine lo stupra.

All’inizio, per farlo soffrire ancora di più, gli dicono che Docksey andrà a trovare Laney nel suo appartamento, non per farle violenza, ma per il semplice gusto di sedurla.

Però nell’appartamento Docksey troverà anche l’Amore e le cose si complicheranno fino alla chiusura definitiva del sipario.

Per la sua crudezza sarà molto difficile poter vedere in futuro una nuova messa in scena, ma questo lavoro ha in un certo senso quella funzione cerimoniale e catartica che avevano le tragedie dell’antica Grecia.

Sconsigliato a chi si scandalizza facilmente.

Ma il film “Hitchcock” esce al cinema?

hitchcock_ver5Sabato volevo andare al cinema.

E’ da un po’ di tempo che non ci vado, perché onestamente nelle ultime settimane di programmazione non c’è stato un film che sia uno che mi abbia solleticato la curiosità…

Ma oggi (giovedì 4 aprile) finalmente esce Hitchcock che racconta quel periodo della vita del regista durante il quale era al lavoro sul suo capolavoro Psycho. Diretto da Sasha Gervasi, Hitchock vanta un cast di elevata qualità: Anthony Hopkins nel ruolo del “Maestro del Brivido”; Helen Mirren che interpreta la moglie, nonché montatrice di quasi tutti i suoi film, Alma Reville; Scarlett Johansson interpreta l’assassinata Janet Leight; l’inquietante ma eccezionale Anthony Perkins viene interpretato da James D’Arcy; ma sono presenti anche Toni Collette, Danny Huston, Jessica Biel… Quindi pare un film che promette bene!

Benissimo! Andiamo a vedere questo!

Apro internet e cerco il film nella mia zona. Niente. Nessun risultato. Strano…

Aspetta, dai, vuoi che non ci sia in un multisala? Impossib… NON È IN PROGRAMMAZIONE NEANCHE QUI?!

Scusate, ma il film è veramente assente in tutta la programmazione cinematografica della provincia di Venezia?!?! Pare di sì.

Va bene, non importa, sono disposto a spostarmi anche in provincia di Padova e in quella di Treviso. Assente. Ma come?!

INCREDIBILE, il film è assente in tutto il Veneto!

Faccio una ricerca in internet e fortunatamente mi soccorre il sito comingsoon.it. Ma quello che vedo mi fa inorridire. Il film è in programmazione solamente nelle provincie di: Napoli, Bologna, Roma, Genova, Milano, Brescia, Torino, Cagliari, Palermo, Messina, Catania e Firenze ( http://www.comingsoon.it/Cinema/?idf=9261 ).

Deludente. Un gran complimento al distributore del film. Un applauso alla Fox Italia.

E poi si lamentano della pirateria…