L’arroganza del M5S

‘Sti quarantenni/cinquantenni ‪‎grillini militanti che dicono arrogantemente a noi, ventenni/trentenni pienamente e fieramente in disaccordo con il ‪M5S, di svegliarci, di reagire, di essere sordi e ciechi a quello che succede, di essere complici di una Politica truffaldina, di non avere il senso della realtà politica italiana, di essere abitanti di altri mondi solo perché non condividiamo le loro idee, che il loro obiettivo è di smuovere le coscienze, di essere imbibiti di falsa informazione (solo loro hanno la Verità, ricordiamolo),… mi sembrano molto “strani”.

Sono come quello che guida nonostante abbia sonno, si addormenta, si va a schiantare su un muro, ne esce con qualche graffio ma con la macchina distrutta e poi si va a lamentare dal carrozziere e dal meccanico perché non gliela sistemano con una certa velocità.

Cioè hanno dormito per vent’anni votando a destra o a sinistra, o non votando proprio, hanno permesso che la macchina si sfracellasse e adesso pensano (ingenuamente) che i danni si possano riparare in poco tempo?

Le cose sono due: se si vuole una rivoluzione repentina, bisogna scendere in piazza con forconi e scioperi, ma allo stesso tempo bisogna avere un appoggio TOTALE (non di un terzo scarso del Paese); se si vuole il Cambiamento (e la C maiuscola è voluta) bisogna essere civili, dimostrando di essere diversi dagli altri schieramenti politici, non facendo disegni di legge che nessuno voterà perché non ci sono i “numeri” a sostenerli.

Il MoVimento è voluto entrare in Politica? Ora deve fare il “grande” e fare il partito onesto, serio e pacato che può veramente fare la differenza.

E’ molto difficile.
Forse perché è difficile, è la strada migliore e che può portare più consensi.

Certo, è più semplice votare on-line, bruciare libri, sbraitare, fare le vittime, mostrare gli scontrini alle telecamere, aggredire e insultare chi non sostiene il MoVimento… è più semplice, ma estremamente pericoloso.

E purtroppo l’italiano non se ne rende conto, ma sostiene e vota “la persona” (persona, perché negli ultimi vent’anni si è votato “la persona”, non un partito, un’idea, un ideale) che secondo lui gli può risolvere velocemente tutti i problemi. Per dirla come uno slogan pubblicitario: “CAVALCA IL POPULISMO!“.

E’ probabile che il M5S abbia un aumento di sostenitori alle prossime elezioni, che lo possa portare al governo. Mi fa paura e spero che non succeda. Mi fa paura perché il movimento/partito di ‪Grillo ha uno sporco alone di arroganza, “o con noi, o contro di noi”.

E l’arroganza di questa nuova politica mi fa molta più paura dell’incompetenza della vecchia politica.

The Secret Service

Siamo sul set di Kick-Ass.

Mark Millar (uno dei punti di riferimento nel mondo del “comics”, creatore e sceneggiatore della violenta ma realistica graphic novel, appunto, Kick-Ass) e Matthew Vaughn (regista della versione cinematografica) si ritrovano a chiacchierare in un pub, durante una pausa di lavorazione. Entrambi si sono innamorati del nuovo James Bond cinematografico, nato con il Casino Royale di Martin Campbell e Daniel Craig. La sequenza iniziale The-Secret-Service_1 coverdel film racconta come Bond si sia guadagnato la famosa licenza di uccidere. Sì, ma… chi era Bond prima di entrare nel servizio segreto di Sua Maestà? Che ragazzo era? Com’è stata la sua infanzia? E la sua gioventù? È tutto questo che si chiedono i due autori. Ed ecco allora che Millar concepisce nella sua mente un nuovo racconto: The Secret Service.

La struttura del racconto si sviluppa in due parti che poi, inevitabilmente, si trovano a intrecciarsi. Da una parte abbiamo abbiamo lo zio Jack London, agente di punta del MI6 (il servizio segreto britannico, per chi ancora non lo sapesse), che offre al nipote Gary di entrare nel centro di addestramento del SIS (Secret Intelligence Service, cioè L’MI6) perché possa trovare uno scopo nella vita, smettendo di sprecarla nei pub e “teppisteggiando” con gli amici; dall’altra c’è un personaggio misterioso che rapisce VIP, ma non VIP inventati per la grapich novel, proprio VIP della nostra realtà: David Beckham, Pierce Brosnan, Patrick Stuart…

L’intero fumetto è un omaggio a quel Bond che il cinema ci ha fatto conoscere: Jack London è palesemente un “Bond alla Brosnan”; ci sono innumerevoli gadget; ci sono scene disegnate che rimandano a scene cinematografiche celeberrime (la scena d’apertura del fumetto è un chiaro omaggio alla sequenza d’apertura del film La Spia Che Mi Amava con Roger Moore); malvagi piani di controllo mondiale e… basta così, non dico altro…

Ma non è solo questo. E’ molto di più. Andatevelo a leggere e vedrete.article-0-188F021D00000578-871_634x423

Nel 2015 vedremo la versione cinematografica di The Secret Service. Le riprese sono già in corso, con Colin Firth nei panni dell’agente di punta Jack London e con Taron Egerton nel ruolo di Gary. Inoltre pare che moltissime star compariranno nel film, molte di più di quelle che potete riconoscere nel fumetto  (visitate questo link: http://www.imdb.com/title/tt2802144/fullcredits?ref_=tt_cl_sm#cast ). Altra particolarità di questo film: l’immediato coinvolgimento del regista Matthew Vaughn, ha permesso a Millar di sviluppare la sceneggiatura della miniserie a fumetti, contestualmente alla sceneggiatura del film, facendo in modo che The Secret Service risulti un’unica storia sviluppata parallelamente per due media diversi.

Per dirla con le parole di Marco Ricompensa nell’editoriale introduttivo del primo numero italiano della serie:

[…] una storia che inietta nel genere spionistico quel “revisionismo supereroistico” che è ingrediente fondamentale di Ultimates (*) e Watchmen […]

Quindi, non vi resta che leggere The Secret Service!

L’edizione italiana di The Secret Service è stata pubblicata i tre volumi (brossurati da 48 pagine ciascuno) a cadenza mensile tra novembre 2013 e gennaio 2014 da Panini Comics. Scritto da Mark Millar e illustrato da Dave Gibbons.

(*) Ultimates è una serie a fumetti creata e scritta da Mark Millar che vede i supereroi Marvel “rivisitati” e inseriti in una “realtà plausibile”, molto simile alla nostra.