IMMAGINA CHE… TU, COSA PENSERESTI? -episodio 1-

(Ogni somiglianza a fatti e a persone è puramente casuale)

IMMAGINA CHE… TU, COSA PENSERESTI? -episodio 1-

Immagina di lavorare in un negozio all’interno di un centro commerciale. Tutti i negozi e le attività di questo centro commerciale sono di proprietà di un unico titolare, lo stesso che ha costruito proprio il CentroCommerciale. Quindi: l’Imprenditore controlla più negozi; tu e i tuoi colleghi, che siano del tuo stesso negozio o del negozio a fianco, siete stati assunti e prendete lo stipendio dalla stessa persona.

Sfortunatamente, dopo qualche mese l’Imprenditore è costretto a chiudere qualche attività, perché non sono così redditizie come pensava e non riesce più a garantire il pagamento degli stipendi, non solo dei lavoratori di quelle specifiche attività, ma dei dipendenti di tutto il centro commerciale. Quindi decide di chiudere il Negozio1 e il Negozio2 e di licenziare tutti i dipendenti che ci lavorano. I lavoratori non vorrebbero, perché in mano hanno un contratto a tempo indeterminato, ma l’Imprenditore continua ad affermare che non ci sono alternative alla chiusura e che non riesce ad riassorbire quei lavoratori nelle altre attività. E così i lavoratori vengono licenziati.

Dopo qualche settimana i Licenziati vengono a conoscenza che il Negozio1 verrà preso in gestione da un nuovo titolare e riaperto. Tristemente ne prendono atto, domandandosi se l’Imprenditore avesse fatto il possibile per salvare i loro posti di lavoro, dato che a poche settimane dal loro licenziamento, un nuovo titolare è già pronto ad aprire.

Dopo qualche giorno alcuni Licenziati del Negozio1 e del Negozio2, passeggiando per il CentroCommerciale, vedono che nel Negozio1 lavorano alcuni degli ex-colleghi che ci lavoravano prima del licenziamento. Non tutti, solo alcuni. Tra i Licenziati in passeggiata ce ne sono un paio che lavoravano nel Negozio1 e vedono i loro ex-colleghi che lavorano per il NuovoTitolareNegozio1. Anche loro vorrebbero lavorare. Il gruppo dei Licenziati in passeggiata chiede dunque come mai i Riassunti stiano ri-lavorando al Negozio1 con il NuovoTitolareNegozio1. I Riassunti raccontano ai Licenziati rimasti che in realtà i loro dati e i loro contatti sono stati forniti dall’Imprenditore stesso al NuovoTitolareNegozio1. I due Licenziati rimasti del Negozio1 si sentono in qualche modo discriminati, lasciati fuori.

Passa ancora del tempo. Anche il Negozio2 avrà un nuovo titolare.

Dei Licenziati del Negozio2, solo uno viene contattato dall’Imprenditore, ma fortunatamente ha già trovato un impiego. Gli altri non vengono contattati, tanto che il NuovoTitolareNegozio2 è costretto ad affiggere all’entrata del Negozio2 un cartello per trovare il personale di cui ha bisogno.

Trovandoti in questa situazione, tu cosa penseresti?

Io?

Io, prima di tutto, mi chiederei con quale autorità l’Imprenditore (o chi per lui) fornisca al NuovoTitolare solo alcuni nominativi dei Licenziati e quale sia il metodo di scelta adottato da lui (o chi per lui), dato che nessuno dovrebbe mettere bocca, in alcun modo, sulle assunzioni del NuovoTitolare; e in secondo luogo penserei che l’Imprenditore (o chi per lui), facendo tale cernita, manchi di rispetto non solo alle persone che sono state licenziate, ma al LAVORO in senso lato.

La crisi di IMG CINEMAS di Mestre

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Questo è l’ingresso a IMG CINEMAS un po’ “photoshoppato”

Dal 17 novembre 2013 al 2 agosto 2015 ho lavorato presso il multisala IMG CINEMAS di Mestre (Venezia).

Ora che sono ufficialmente senza lavoro e creditore di IMG CINEMAS​, posso parlare più liberamente (anche se un discorso più ampio e articolato giungerà in un futuro prossimo…).
L’immagine sottostante è l’articolo apparso oggi, domenica 2 agosto 2015, su il quotidiano Il Gazzettino​.

Ve lo lascio leggere. Ci rivediamo dopo.

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Un articolo impreciso, ingenuo ed estremamente scontato.
Ho la sensazione che questo articolo sia stato, in una qualche misura, commissionato… sembra un articolo scritto da un amico in difesa dell’amico…

Ma spero di sbagliarmi.
A ogni modo Elisio Trevisan, attraverso il suo articolo, difende l’operato di un povero imprenditore che ha voluto fare del bene per la città di Mestre, ma che a causa di un malgoverno che ha ucciso il centro storico della città, è costretto a chiudere delle attività, che aveva aperto con coraggio imprenditoriale, e a lasciare a casa 20 persone alle quali aveva infuso fiducia nel e per il futuro.
Lievemente patetico.

Mestre è una città in putrefazione, è tristemente vero. Ma è altrettanto vero che il signor Trevisan avrebbe dovuto essere un po’ più etico e corretto nello scrivere questo articolo. Avrebbe dovuto informarsi un po’ di più. Per esempio avrebbe potuto parlare con i futuri ex-dipendenti…
E avrebbe scoperto, giusto per fare due esempi (perché di cose “bizzarre” ne sono successe in 20 mesi di attività, ma il post diventerebbe troppo lungo e noioso…), che (1) i dipendenti già ad agosto 2014 -a ben 8 mesi dall’apertura!- hanno iniziato a ricevere gli stipendi con la fastidiosa, ma quantomai diffusa, abitudine degli acconti, tendenza che è continuata per un anno (a onor del vero un paio di mesi invernali sono stati pagati in un’unica soluzione); e che (2) gli straordinari sono stati arbitrariamente pagati come ore ordinarie.

Pertanto, sì, è vero, Mestre sta morendo e l’indolenza istituzionale non le giova di certo, ma fare anche un po’ di luce sull’oscura gestione dell’azienda IMG CINEMAS pareva brutto? Indelicato?
Forse. Ma almeno sarebbe stato un gesto rispettoso nei confronti di queste 20 persone che si ritrovano senza un lavoro.
Credo che il Giornalismo sia raccontare e riportare un fatto con assoluto distacco, dopo averlo scoperto e analizzato da più punti di vista e quanto più a fondo possibile.

L’AMORE BUGIARDO di Gillian Flynn

Quando leggo di una prossima uscita nelle sale cinematografiche di un film tratto da un romanzo o da un racconto, ne leggo la trama e mi informo sia sull’autore dell’opera letteraria originale sia sull’opera letteraria stessa. E può succedere, se la storia mi ha decisamente incuriosito, che io parta alla ricerca della pubblicazione, evitando (come la peste!) di acquistare quell’edizione strategicamente ristampata per l’uscita del film, quella nella cui copertina o sono incollate le effigi dei protagonisti cinematografici o viene riportata addirittura una rielaborazione della locandina ufficiale.

Tutto questo è successo con L’Amore Bugiardo di Gillian Flynn (titolo italiano meno accattivante dell’originale Gone Girl, ma comunque molto significativo).2855747-9788817059497

Nick e Amy Dunne, marito e moglie, un po’ per scappare da una New York che lavorativamente parlando li ha scaricati e un po’ per stare accanto alla madre di Nick malata di tumore, decidono di tornare nella città natale di lui. Nick, realizzando il suo sogno, apre un bar con la sorella, ma con l’aiuto economico della moglie. Sì, perché Amy, essendo figlia di due psicologi dell’infanzia e dell’adolescenza divenuti famosi, e molto ricchi, per una serie di libri di formazione per bambine/i e ragazze/i con una protagonista molto simile alla loro Amy  (o è stata la figlia ad adeguarsi al personaggio letterario?…), aveva una disponibilità economica notevole. Esatto, “aveva“… Ma nel giorno del loro anniversario, Amy scompare e Nick trova la porta dell’ingresso aperta, il salotto sottosopra e nessun testimone.

Il romanzo è suddiviso in capitoli che, alternativamente, riportano i racconti in prima persona dai due protagonisti: mentre Nick racconta il suo punto di vista dal giorno della scomparsa della moglie; Amy, invece, ci racconta il suo attraverso il diario personale a partire dal giorno in cui si sono conosciuti.

E un po’ alla volta ci rendiamo conto che la faccenda è molto più torbida di quanto potremmo credere…

Il libro mi ha soddisfatto pienamente. Il romanzo è un gioco d’incastri perfettamente riuscito, mantenendo un’inaspettata scorrevolezza, con un continuo cambio di prospettiva. La bugia, quella detta in (e per) amore (dalla più stupida e semplice a quella estrema e che suggerisce un disturbo mentale), sembra essere la terza protagonista del romanzo. Ma io la proporrei come protagonista principale.

La rivista People scrisse: “Un thriller degno di Alfred Hitchcock”. E non potrei essere più d’accordo.

l_amore_bugiardo_-_gone_girlLa versione cinematografica uscirà nelle sale italiane il 18 dicembre (2014) per la regia di David Fincher (Seven; Fight Club; Il Curioso Caso di Benjamin ButtonThe Social Network; Millennium – Uomini che Odiano le Donne), con Ben Affleck nel ruolo di Nick e Rosamund Pike nel ruolo di Amy. Riuscirà il film a esserne una bella e fedele versione? Forse sì, perché la Flynn ha scritto la sceneggiatura del film. L’autrice di un libro che riscrive la sua storia per un altro medium… potrebbe funzionare bene! Staremo a vedere.

Mondiali?!? Ma anche no!

Twitter mi ha chiesto se sono emozionato per i Mondiali.

Chi ha deciso che il calcio sia universalmente apprezzato, tanto che un social network mi chiede se sono “emozionato”?
Il calcio può piacere, appassionare, divertire… ma “emozionare”?!?
Ci si emoziona per altre cose, non per 22 individui (più o meno mentalmente scaltri) che inseguono un pallone.
Scusate, ma se uno si emoziona per i Mondiali, ha dei seri problemi di relazione sociale (a meno che non sia il calciatore che ci partecipa, ovviamente…).

Questo discorso personalmente lo estendo anche alle Olimpiadi.

Quello che mi da più fastidio di questi “importanti eventi sportivi” è l’ipocrisia.
Sì, è vero, l’ipocrisia è ovunque e probabilmente è meno importante nel settore sportivo, ed è molto peggio l’ipocrisia nella Politica, nel sociale, nella religione…

Ma quando sono imminenti Mondiali e Olimpiadi ecco che tutti pensano e dicono che sono un’opportunità economica e sociale per il Paese ospitante e che lo sport veicola un importantissimo messaggio di amore, amicizia e fratellanza…
Che risate!

Mondiali e Olimpiadi portano denaro agli sponsor, ai marchi e alle aziende che hanno costruito le strutture necessarie e che, una volta finita la kermesse, verranno inutilizzate e abbandonate.
Portatemi le prove che l’evento sportivo abbia portato elementi positivi di lunga durata a quel Paese che li ha ospitati.
Olimpiadi e Mondiali servono solo per rimpolpare le tasche dei soliti e pochi noti, arrivano in un Paese, lo stravolgono e poi lo lasciano esattamente come lo hanno trovato, se non peggio!, con strutture ormai inutili e difficilissime (magari per un Paese già povero) da mantenere.

Senza parlare poi dell’effetto narcotizzante che hanno questi eventi sportivi (per la cosiddetta) opinione pubblica: i #media non parlano d’altro per settimane mettendo in secondo piano tutta una serie di tematiche e problematiche.
Ma d’altra parte, com’era?, “panem et circenses”, no?

Personalmente trovo noiosissimo guardare e seguire qualsiasi sport in televisione, non sono per nulla patriottico (figuratevi quando si tratta di essere patriottici per lo sport) e, per me, Mondiali e Olimpiadi sono il tedio e il fastidio.

Buon Mondiale a tutti!

L’OSPITE NEL POST n°3: Claudia Catani

993811_10151888137663494_847951555_nUna bella chiacchierata sul doppiaggio con l’attrice, doppiatrice, cantante, danzatrice e performer, Claudia Catani.
Se vi dico, per esempio, Dana Scully di X-Files? Allison Dubois di Medium? Cersei Lannister de Il Trono di Spade? Severine in SkyfallAngelina Jolie? Charlize Theron? Marion Cotillard?

CLICCA QUI PER VEDERE L’INTERVISTA

L’intervista è stata registrata presso il multisala IMG CINEMAS di Mestre.

Il doppiaggio “migliora” il film…

Smettiamola di dire che il doppiaggio italiano a volte “migliora” il film.

È una bestialità!

Soltanto chi non ha veramente capito il doppiaggio utilizza il “migliora”. Non c’è nulla da migliorare. Non è quello lo scopo dell’adattamento e del doppiaggio.

L’adattamento e il doppiaggio permettono di usufruire di un prodotto (che altrimenti alla maggior parte del pubblico sarebbe inaccessibile) attraverso una manipolazione, una trasformazione di una recitazione, di un suono, di un’intonazione, di un significato e significante da una lingua all’altra, spesso diversissime tra loro.

Se uno che dice “è migliore dell’originale” vuol dire che, innanzitutto, ha una comprensione del doppiaggio molto superficiale e che non si rende conto che ogni film e serie tv, per quanto siano culturalmente poco incisivi, sono Arte, quindi non modificabili in alcun modo.

Ma dal momento che io in primis non conosco così bene l’inglese, ad esempio, da potermi godere il mio film preferito, ho il diritto di usufruirne attraverso dei dialoghi a me comprensibili (e per favore, è impensabile andare al cinema a leggere sottotitoli: sono riduttivi, distolgono l’attenzione e violentano la recitazione).

Qualcuno potrebbe dire: “ma la voce di quel doppiatore migliora la recitazione di quell’attore”. Balle! Perché parallelamente a un recitato verbale c’è anche un recitato fisico e facciale. Non si può enfatizzare la parola se l’espressività facciale e fisica sono contenute, e viceversa. Sarebbe uno schifo. Il doppiato italiano deve rimanere “incollato” (per usare un termine gergal-tecnico del doppiaggio) all’attore originale.

Qualcuno potrebbe dire: “ma la voce di quel doppiatore migliore la voce di quell’attore”. Un’altra assurdità che non solo dovrebbe non essere detta, ma non dovrebbe neanche succedere. Come si più chiamare un doppiatore a doppiare un attore che ha la voce molto diversa? Non è come “tradire” il film?  Forse l’attore è stato scelto per quella parte proprio per la sua voce e farlo doppiare da una voce con caratteristiche vocali diverse non è tradire le intenzioni del regista, per esempio?

Attenzione, non significa che il doppiaggio sia sacrosanto e intoccabile. I direttori del doppiaggio e i responsabili dell’edizione italiana si dovrebbero ricordare sempre di più che non solo il prodotto originale ma anche lo spettatore merita rispetto. Quindi se c’è un pessimo adattamento e/o un doppiaggio estraniante, ben vengano i sottotitoli!

L’OSPITE NEL POST n°2: Michele Gammino

5qq454-michele-gamminoEcco a voi la mia intervista telefonica all’attore e doppiatore Michele Gammino.

Vi dicono niente Steven Seagal, Kevin Costner, Harrison Ford…?

 CLICCA QUESTO LINK PER VEDERE L’INTERVISTA