L’OSPITE NEL POST n°3: Claudia Catani

993811_10151888137663494_847951555_nUna bella chiacchierata sul doppiaggio con l’attrice, doppiatrice, cantante, danzatrice e performer, Claudia Catani.
Se vi dico, per esempio, Dana Scully di X-Files? Allison Dubois di Medium? Cersei Lannister de Il Trono di Spade? Severine in SkyfallAngelina Jolie? Charlize Theron? Marion Cotillard?

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L’intervista è stata registrata presso il multisala IMG CINEMAS di Mestre.

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L’OSPITE NEL POST n°2: Michele Gammino

5qq454-michele-gamminoEcco a voi la mia intervista telefonica all’attore e doppiatore Michele Gammino.

Vi dicono niente Steven Seagal, Kevin Costner, Harrison Ford…?

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L’OSPITE NEL POST n°1: Marco Paracchini

Con questo post inauguro una piccola rubrica del mio blog: L’OSPITE NEL POST. Sperando che ci siano numeri 2, 3, 4 e così via, questi post vorrebbero essere delle vere e proprie interviste tastiera-a-tastiera, quasi delle chiacchierate via mail, o via chat. Questo esperimento inizia con Marco Paracchini (di lui ne avevo già parlato nella mia recensione del suo volume I Rinnegatihttps://quartiermastro.wordpress.com/2013/07/20/i-rinnegati/).aa03

Brevemente, per rinfrescarvi la memoria. Marco Paracchini (nella foto a fianco con il regista Abel Ferrara) è scrittore, regista free-lance e docente accademico; ha avuto la fortuna di vivere a Tokyo, New York e Boston, ma ora è tornato in Italia, sul confine tra Piemonte e Lombardia, con un preziosissimo bagaglio cosmopolita. Aggiungo che Marco è un grandissimo appassionato di James Bond.

Così tanto appassionato, e qui arriviamo al tema di questa dattilo-intervista, che nell’ottobre del 2012, in concomitanza con l’uscita nelle sale cinematografiche italiane di Skyfall, è stato pubblicato il suo JAMES BOND 1962-2012: Cinquant’anni di un fenomeno cinematografico dalla Phasar Edizioni.

Marco, chi è e cos’è James Bond per te? Perché ci sei così affezionato?

007 è stato un elemento d’unione famigliare quando ero piccolo: ogni film era un evento per stare insieme, per raccoglierci ed esaltarci tutti insieme, saltando dal divano quando c’era qualche gadget incredibile o scene d’azione memorabili. Da lì è nato tutto. Ho sentito 007 come qualcosa che mi apparteneva, un legame che poi è proseguito negli anni, un’amicizia virtuale ma sincera. Quando sul grande schermo giunse Goldeneye rimasi col fiato sospeso per tutto il tempo e così quando toccò a Casino Royale… Figurati che quando la DB5 ha fatto il suo ingresso in Skyfall con la fanfara storica mi sono persino commosso al cinema! James Bond mi ha stregato e più passa il tempo più diviene fonte di analisi, studio e ammirazione. 007 è e sarà parte integrante della mia vita: lui, insieme ad altri due eroi, forma quello che chiamo il “trittico dell’eccellenza narrativa”. Ma per scoprire chi sono gli altri due, non resta che sfogliare il libro…

James Bond 1962 - 2012. Cinquant'anni di un fenomeno cinematograficoQuando e come ti è venuta l’idea di scrivere JAMES BOND 1962-2012: Cinquant’anni di un fenomeno cinematografico? E com’è stato proporre il tuo lavoro agli editori?

Ti ringrazio per la domanda: sei l’unico che me l’ha fatta. L’idea è nata per fare un regalo a me stesso, per dare/dire qualcosa in più. Redigerne un testo mi ha fondamentalmente obbligato a scrivere fiumi di parole e a documentarmi sempre di più. Considerando le mie nuove avventure editoriali, mi son detto, “perché no?”. Ho dunque presentato il libro a una decina di case editrici storiche, ma soltanto un paio mi hanno risposto. Una di queste mi ha telefonato mettendomi in stand-by per circa sei mesi. Considerato che Skyfall sarebbe uscito di lì a breve, ho mandato un’email chiedendo delucidazioni al referente (che nel frattempo però era cambiato) e mi è stata mandata una risposta fredda dicendomi che non erano più interessati all’edizione. Ho dunque chiamato l’amico Lapo Ferrarese di Phasar Edizioni chiedendogli dei suggerimenti: siamo partiti con l’eBook per uscire in contemporanea con il film. Nonostante sia stato un libro in bassa tiratura e distribuito solo su ordinazione – in sintesi è proprio questo che fa un’editrice quando offre il servizio di book-on-demand  – , le richieste sono state alte e la casa editrice di cui sopra si è poi pentita.

Perché è diverso dagli altri volumi che trattano di James Bond?

Il volume è diverso dagli altri poiché tutti i libri sono pezzi unici: il mio contiene contenuti differenti. La storia cinematografica di Bond è stata sì narrata, ma poco e male. Inoltre erano assenti peculiarità significative inerenti quel mondo che, anche se nel piccolo, conosco bene. Mi è stato più facile carpire i passaggi produttivi e distributivi delle opere. Ma non ho la presunzione di dire che è il migliore: all’estero c’è sicuramente di meglio.JBN01

C’è una parte, o un capitolo, del volume al quale sei più legato?

Considero tutto il testo un unicum anche se le parti redatte insieme a Sharon De Rosa (il product placement, il fandom ecc.) mi soddisfano maggiormente poiché hanno sicuramente contribuito ad avere un peso maggiore rispetto agli altri libri usciti sino ad ora. Poi anche l’elemento analitico tra i due storici personaggi londinesi (Bond e Holmes) è, di fatto, un’esclusiva del sottoscritto.

So anche che il libro è andato bene nelle librerie e nel e-commerce…

Bisogna partire dal concetto che ero convinto che sarebbero usciti almeno dieci libri sul tema, invece no, il mio era l’unico che trattava dei cinquant’anni di cinema di 007. Inoltre considera il fatto che l’editrice che ha supportato il testo è una book-on-demand (vedi sopra, n.d.r.) e nonostante abbia una distribuzione nazionale, non ha la forza né il potere di essere presente sugli scaffali delle librerie. Considerando quanto detto allora possiamo ritenerci soddisfatti: certamente se il libro fosse stato distribuito in tutte le librerie e/o negli autogrill, a quest’ora potevo regalarmi un orologio di Bond, invece posso solo gongolarmi per un quantitativo estremamente alto che ha superato le più rosee aspettative. Ma la strada è ancora molto lunga.

timthumbMa non scrivi solo di James Bond. Auspicando che qualcuno leggendo questa intervista si incuriosisca e che voglia conoscere Il Marco Paracchini Scrittore, ti andrebbe di dare un assaggino dei tuoi libri pubblicati finora?

Marco Paracchini nasce come autore, non come regista. Checché ne dicano gli invidiosi, ho scritto dozzine di sceneggiature per documentari, cortometraggi, spot commerciali, produzioni non profit e web format… non sono arrivato alla scrittura dal nulla. Il primo libro, pubblicato da una casa editrice non a pagamento, fu quello che pensavo fosse un punto di arrivo, invece scoprii amaramente che fu solo un (nuovo) punto di inizio. Lo storytelling mi appartiene e sono più di venti anni che racconto storie. Certo, in sceneggiatura mi è tutto più facile, ma nella narrativa sto riscoprendo emozioni decisamente nuove. Alcune volte scrivo su invito e questa è la cosa più emozionante: ultimamente sono stato contattato dalla Bellesi & FrancatoMarco Paracchini - i Rinnegati - il Giappone come non lo avete mai letto Publishing per inventare un personaggio e redigerne una storia (che sarà poi una trilogia) ambientata in una situazione fictional inventata da uno dei due editori. Il titolo, particolare, è Il duca Dragán ed è l’introduzione al mondo di un cacciatore di mostri che risponde al nome di Jean Claude Vandenberg. Al momento è disponibile solo in eBook a un prezzo scaccia-crisi! Invece, per chi ama il Giappone e alcuni suoi stilemi narrativi come samurai, ninja, robot e yakuza, potrà addentrarsi nella lettura del libro (stavolta solo cartaceo) de I Rinnegati – il Giappone come non lo avete mai letto ordinabile in tutte le librerie.

Abbiamo parlato dei tuoi volumi già pubblicati, ma c’è qualcosa che bolle in pentola?

Assolutamente sì. Tra qualche mese ci sarà una bellissima e straordinaria novità che porta la firma (anzi, i disegni) di un altro bondiano doc, tale Pierfrancesco Stenti. Io ho inventato un personaggio che si muove nella Tokyo contemporanea e Stenti ha definito il character design dei protagonisti. L’esclusiva è dedicata a Cartoomics 2014 ove sarò presente con un piccolo stand là ove pubblicizzerò per la prima volta il numero zero di questo personaggio! Poi, come detto, ci saranno i due prossimi volumi dedicati a Vandenberg che usciranno nel corso del 2014, successivamente sarà la volta di un nuovo e più corposo testo dedicato a James Bond! Se tutto andrà come previsto, spero di farlo uscire in concomitanza con l’uscita del nuovo film, ma ci sarà tempo e modo per riparlarne.

Questo è uno scoop! Ti ringrazio dell’anteprima. E che tipo di argomenti bondiani tratterai in questo secondo volume? Se ce li vuoi scrivere, eh…

Beh diciamo che a differenza di quanto visto e letto, in questo testo si approderà a 007 anche da altri spunti, storici e personali in primis. Non sarà una semplice ristampa né una riedizione: sarà un testo che, ovviamente, avrà molto del testo precedente, ma offrirà spunti nuovi, chicche mai uscite e, se riuscirò, convincerò anche Pierfrancesco Stenti a far qualche illustrazione!

E se qualcuno volesse vedere qualche tuo lavoro da regista o semplicemente sapere di più di te, a quali indirizzi internet ti può trovare?

Mi occupo di comunicazione audiovisiva e negli ultimi due anni ho dato priorità all’insegnamento e ai corsi di formazione (e ai libri!). Tuttavia su YouTube (http://www.youtube.com/user/MacParak) si trovano alcune cose realizzate per lavoro e per gioco. Non c’è molto, ma abbastanza per capire la verve, la passione e la professionalità di chi ha collaborato con me in questi ultimi anni. E poi c’è anche il sito internet http://www.marcoparacchini.eu/

Marco, grazie per questa intervista!

Ma grazie a te per lo spazio e il tempo che mi hai dedicato!

Jeffery Deaver ha dato Carta Bianca a James Bond

Settimana scorsa è uscito nelle librerie il nuovo romanzo di James Bond intitolato Solo e scritto da William Boyd. Ma io invece, in ritardo sui tempi, sto leggendo in questi giorni il precedente romanzo scritto da Jeffery Deaver  intitolato Carta Bianca.

CarteBlanche-292x450Devo dire che mi sta piacendo molto.

Deaver ha fatto quello che con Daniel Craig in Casino Royale è stato fatto nella saga cinematografica, e cioè il famoso reboot. James Bond è appena trentenne, è un veterano della guerra in Afghanistan post-11settembre ed è un agente doppio-0 dell’Overseas Development Group, un’unità operativa segret(issim)a della sicurezza britannica con un’ampia libertà di manovra e che risponde solo al Foreign and Commonwealth (ovvero, il Ministero degli Esteri).

Questo letterario 007 moderno ha moltissimo in comune con la creatura originale di Ian Fleming. È giovane, sempre elegante quando può, ma pronto a indossare gli abiti tattici quando bisogna, guida una Bentley, indossa l’immancabile Rolex, ha la famosa cicatrice sulla guancia destra e l’altrettanto famosa ciocca di capelli neri che gli cade su uno dei due occhi, flirta innocuamente con Moneypenny, … Insomma tutti gli ingredienti i lettori (e gli spettatori) di James Bond conoscono, tornano in questo romanzo, incastonati in una trama moderna e attuale.

Ne risulta un James Bond giovane, determinato ma alle prime armi, e che mi piacerebbe vedere al cinema tra qualche anno. Magari in un film tratto proprio da questo romanzo. E magari interpretato da Joseph Gordon-Levitt… chiedo troppo?Joseph-Gordon-Levitt-1

Piccola nota sulla traduzione. Finalmente in questo romanzo viene tradotto in maniera corretta il grado militare dell’agente segreto. Mi spiego. James Bond ha il grado militare di Commander. Il grado di Commander della Marina Militare Britannica corrisponde, per simmetria, al grado della Marina Militare Italiana di Capitano di Fregata. Pertanto se si vuole tradurre il grado di Bond in italiano bisogna ricorrere al “Capitano di Fregata”, e quindi è corretto trascrivere “il Capitano di Fregata James Bond…” e non “il Comandante Bond…”. Anche perché nella lingua e nella Marina italiane Comandante non è un grado, ma una funzione, ovvero è Comandante chiunque tra gli ufficiali sia al comando di una nave. Quindi complimenti alla traduttrice del romanzo Valentina Ricci che è stata più logica e fedele, senza lasciarsi influenzare da una consuetudine “traduttiva” pigra e sbagliata. Il mio parere personale è che la cosa migliore da fare sia quella di lasciare, anche nella traduzione italiana il termine Commander, perché è un termine specifico e proprio di una Marina Militare di un altro paese, e che ha quindi regole, gerarchie, gradi e termini diversi di quelli della nostra Marina Militare. (Grazie a Federica Molin per l’approfondimento dal quale è stato estratto quest’ultimo paragrafo.)

Il giovane Bond

Ebbene sì, sono un “bondiano“, ovvero un appassionato di James Bond.

Ma non voglio raccontarvi della mia passione e neanche sviluppare una lezioncina sul personaggio e/o sulla sua storia. No. Vi dico solo che James Bond non è solo un personaggio cinematografico, è prima di tutto e soprattutto un personaggio letterario. Nei primissimi anni ’50 nella sua tenuta giamaicana chiamata GoldenEyeIan Fleming (ATTENZIONE! In “Ian” l’accento tonico cade sulla “i“, quindi si legge “ìan” e non “iàn“) decide di “scrivere la spy-story che metterà fine alle altre spy-story”. Inizia prendendo ispirazione dalle sue esperienze di spionaggio durante la II° Guerra Mondiale. Bene, il personaggio e le trame ci sono. Che manca? Un nome. Sulla sua scrivania c’è un manuale illustrato sugli uccelli che popolano l’isola. L’autore ha un bel nome. James Bond. Perfetto. Questo personaggio, questa spia, questo eroe si chiamerà James Bond! Nel 1953 Fleming pubblica il primo romanzo di una lunga serie. Si intitola Casino Royale. Un best-seller. E James Bond diventa uno dei nomi più famosi al mondo.

Dall’anno del debutto fino al 1965, Fleming pubblicherà 12 romanzi e due raccolte di racconti brevi. Successivamente il personaggio nella sua versione letteraria venne affidato (in ordine cronologico) a Robert Markham (pseudonimo, in realtà si tratta dello scrittore Kingsley Amis), Christopher Wood, John Gardner, Raymond Benson, Sebastian Faulks, Jeffery Deaver e a William Boyd (il suo romanzo, Solo, sarà pubblicato nell’autunno di quest’anno). Ma sono stati pubblicati anche altri “progetti letterari” legati a Bond; per esempio le serie di The Moneypenny Diaries e di Young Bond. Ed è proprio quest’ultima serie la protagonista di questo post.

Dopo Benson, la Ian Fleming Publications (che, detto in maniera sbrigativa, detiene i diritti letterari James Bond) decide di affidare la-spia-più-famosa-del-mondo a Charlie Higson. Ma non si tratterà del solito Bond, bensì di un giovane Bond: la serie si chiamerà, appunto, Young Bond. E’ assurdo pensare che la Ian Fleming Publications e Higson abbiano voluto fare una sorta di prequel letterario dei romanzi di Fleming, non è stato così. Fleming non ha mai raccontato dettagliatamente l’infanzia di James Bond, ha dato giusto le informazioni necessarie per inquadrare meglio il suo personaggio. Higson quindi, partendo proprio da queste scarne informazioni, ha creato un passato ipotetico per il nostro giovane James, facendogli affrontare, agli inizi degli anni ’30, non solo la difficoltà di concentrarsi alle lezioni dell’Eton College, ma anche una serie di attività extracurricolari che prevedono il salvataggio di compagni di scuola e l’impedire l’attuarsi di folli piani orchestrati da menti folli di folli malvagi. Higson non tiene nemmeno in considerazione il passato di Bond narrato nel pastiche letterario di John PearsonJames Bond: The Authorized Biography of 007 (mai arrivato e tradotto in Italia!).

La serie Young Bond è indirizzata ai giovani lettori. L’intento è stato ovviamente quello di avvicinare le nuove generazioni a uno dei personaggi più importanti della cultura popolare, proprio come era successo tra il ’91 e il ’92 con la serie a cartoni animati James Bond Junior (qualcuno se la ricorda? L’immagine qui a fianco potrebbe aiutarvi…), con protagonista il nipote della della spia inglese (nipote? mah…!)poster . Dal 2005 al 2008 Charlie Higson fa pubblicare i 5 romanzi previsti dall’accordo stipulato con la Ian Fleming Publications, ovvero SilverFin, Blood Fever, Double Or Die, Hurricane Gold e By Royal Command.

In Regno Unito la serie ha avuto successo ed è stata seguita con attenzione. Esiti soddisfacenti anche negli USA. In Italia? Mi verrebbe da scrivere, un bel flop.

Mondadori inserisce Young Bond nella sua collana Mondadori Junior. Sfortunatamente lo scarso interesse per la serie costringe la Mondadori a interrompere la pubblicazione con il terzo libro; vengono dunque pubblicati solo SilverFin – Missione Segreta, Sete Di Sangue e Spara O Muori, lasciando fuori gli ultimi due capitoli, impedendo così ai lettori italiani di poter concludere l’arco narrativo di Higson. Peccato.

Young Bond 1 SILVERFINYoung Bond 2 SETE DI SANGUEYoung Bond 3 SPARA O MUORIPeccato perché io li ho letti, avendo già letto TUTTI i romanzi di Bond,da Fleming a Benson, e ho trovato molto interessante il percorso intrapreso da Charlie Higson. Fedele a Fleming, lo scrittore descrive un giovane silenzioso e triste, che è dovuto (e deve!) crescere in fretta perché, nonostante gli amici di Eton e alla zia, James è solo. Le imprese e le situazioni che deve affrontare, oltre a essere degne della sua controparte adulta, sono per lui un modo per essere sé stesso, attraverso le sue azioni fa emergere una sicurezza che non sa di avere, sfidando i folli adulti che incontra afferma il suo carattere. Tenendo ben chiaro in mente che questi romanzi sono indirizzati a lettori under 15, non li ho trovati per nulla superficiali. A mio parere è anche chiaro che Higson abbia riletto e ripassato i romanzi del “papà di Bond”, perché non solo, come ho già scritto, ne rispetta letteralmente il personaggio, ma ha anche le stesse capacità di narrazione, di descrizione e di creare suspence, tipiche di Fleming. Insomma, sembra di leggere Fleming che scrive per ragazzi. Inoltre Higson inserisce nei suoi racconti tutta una serie di particolari che solo un conoscitore di Bond riesce a cogliere, come se fosse un codice segreto per riconoscersi tra bondiani. Un esempio per farvi capire che intendo:

Questo è l’inizio di Casino Royale di Fleming:

Fumo, sudore: alle tre del mattino l’odore di un casinò dove si gioca forte è nauseante. Sarà l’odore, o il fumo, o il sudore. Di fatto, il logorio interiore tipico dell’azzardo – un misto di avidità, paura e tensione – diventa intollerabile. I sensi si risvegliano e si torcono per il disgusto. […]

Ora l’inizio (non proprio l’inizio, prima c’è un breve preabolo) di SilverFin di Higson:

L’odore, il rumore e la confusione in un atrio pieno di studenti possono risultare insopportabili, alle sette e mezzo del mattino. Quel giorno, in particolare, l’odore era la cosa peggiore. Da quella massa disordinata saliva un tanfo di sudore, di alito cattivo e di corpi non lavati che andava a mischiarsi a quello dell’acido fenico e di cera per pavimenti della scuola, vecchia di duecento anni. […]

Notate qualche somiglianza?

Attualmente i tre volumi pubblicati in Italia sono fuori catalogo. Le uniche possibilità sono di spulciare le rimanenze delle librerie, di cercarli nelle bancarelle di mercatini e fiere e di concludere un affare tramite i siti di vendita on-line.

Piccola curiosità. Charlie Higson è anche sceneggiatore e autore televisivo. Nel palinsesto autunnale di quest’anno dell’emittente inglese IVT andrà in onda un episodio della serie dedicata alle indagini di Miss Marple intitolato Marple: A Caribbean Mystery, nel quale la nonnina investigatrice conoscerà non solo Ian Fleming (interpretato da Jeremy Crutchley), ma anche l’ornitologo James Bond, interpretato proprio da Higson (che è anche uno degli sceneggiatori della serie).

MISS_MARPLE_CARIBBEAN_MYSTERY_70(nella foto: Charlie Higson, nel ruolo dell’ornitologo James Bond, e Julia McKenzie, nel ruolo di Miss Marple)