L’OSPITE NEL POST n°3: Claudia Catani

993811_10151888137663494_847951555_nUna bella chiacchierata sul doppiaggio con l’attrice, doppiatrice, cantante, danzatrice e performer, Claudia Catani.
Se vi dico, per esempio, Dana Scully di X-Files? Allison Dubois di Medium? Cersei Lannister de Il Trono di Spade? Severine in SkyfallAngelina Jolie? Charlize Theron? Marion Cotillard?

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L’intervista è stata registrata presso il multisala IMG CINEMAS di Mestre.

QUANDO L’ADATTAMENTO DIVENTA UN’ARMA episodio 2

Ma io mi chiedo: perché si fanno questi errori?!

La ventiquattresima stagione de I Simpson era molto attesa dai fan italiani per il fatto che Homer, dopo aver perso la storica voce di Tonino Accolla (morto il 14 luglio 2013), sarebbe stato doppiato da Massimo Lopez.

(Per inciso, sono soddisfatto del doppiaggio di Lopez. Saggiamente hanno evitato di fare l’imitazione della voce che aveva creato Accolla e hanno costruito invece qualcosa di diverso partendo comunque dalla voce originale del personaggio)

Nonostante le novità e l’ottimo passaggio di testimone nel doppiaggio, spuntano cose di questo genere:

ISTANTANEA I Simpson 24x07 Il giorno in cui la terra si raffreddò

 

Taschen è una casa editrice che si occupa di Arte (dalla figurativa alla Musica passando anche per il Cinema e per la Fotografia).

Perché chi ha fatto l’adattamento ha scritto la didascalia “TASCABILE”? Evidentemente non conosceva l’editore. Ma è strana anche questa traduzione, perché non mi risulta che “taschen” significhi “tascabile” in nessuna lingua. Significa “borsa” in tedesco. Ma, allora, non ti viene qualche dubbio se in un cartone animato USA trovi una parola tedesca sulla facciata di una libreria (dato che si vede benissimo che ci sono pubblicazioni sugli scaffali)?!?

Una persona può anche non conoscere l’editore Taschen, ci mancherebbe, ma se digitate TASCHEN su Google i primi risultati si riferiscono proprio all’editore stesso.

E allora perché queste imprecisioni, questi errori che potrebbero velocemente e semplicemente evitati?

 

Le nuove voci dei Simpson: ATTO II

L’amico Ilario Citton mi ha da poco “linkato” un articolo (pubblicato l’8 marco scorso) trovato sul web. Lo trascrivo qui di seguito (questo è il link http://www.tvblog.it/post/186491/i-simpson-doppiatori-marge-e-bart ). Più in fondo trovate le mie considerazioni.

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I Simpson, fan in rivolta per le nuove voci. Ilaria Stagni: “Mediaset se non ha i soldi chiuda programmi più brutti”

E’ passata una settimana dalla messa in onda dei nuovi episodi de “I Simpson” su Italia 1. Ed i fan dello storico cartoon non ci hanno messo molto per capire che c’era qualcosa che non tornava: le voci di Marge e di Bart sono cambiate. Come annunciato dalle dirette interessate tempo fa, Ilaria Stagni (voce di Bart) e Liù Bosisio (voce di Marge e delle sorelle Patty e Selma) non hanno rinnovato il loro contratto con Mediaset e 20th Century Fox, perdendo così il posto in sala di doppiaggio del cartone animato, a cui hanno partecipato fin dagli esordi.

Cosa è successo è risaputo: le due doppiatrici non hanno accettato un taglio del 75% sul loro contratto precedente, finendo così per essere sostituite. Ma Gaia Bolognesi (nuova voce di Bart) e Sonia Scotti (nuova voce di Marge), com’era prevedibile, non convincono i fan. E non perchè le due doppiatrici non siano capaci di fare il loro lavoro, ma semplicemente perché dopo ventitré anni di messa in onda in Italia, sentire all’improvviso i propri beniamini doppiati da nuove voci è pur sempre un “trauma”.

Il malcontento si è immediatamente manifestato su Facebook: oltre ai numerosi commenti di sostegno che la Stagni ha pubblicato sul suo profilo, è stata creata una pagina di protesta, dal nome “Cambiano i doppiatori dei Simpson? No, noi non ci stiamo”, che ha superato gli 800 likes. Ed è proprio la stessa Stagni che, in un’intervista a “Tempi”, spera che siano gli appassionati della serie a far cambiare idea a Mediaset:

“La mia speranza sono i fan. Spero che si facciano sentire, che alzino la voce e si rifiutino di accettare un’altra voce, come si fa a snaturare un personaggio in questo modo? Allora tanto vale mandare in onda la versione italiana sottotitolata.”

La doppiatrice spiega anche i motivi che hanno portato lei e la collega a rifiutare il taglio, specificando che si tratta di una battaglia a difesa della categoria dei doppiatori:

“I miei colleghi sono liberi di fare le loro scelte in libertà, ma io e Liù non avremmo potuto accettare un sopruso del genere. Mi lasci ribadire un concetto: i doppiatori italiani non ricevono un compenso milionario come quello delle voci americane. Usufruiamo soltanto di una maggiorazione sul contratto collettivo nazionale dovuta ai tanti anni continuativi di lavoro. Se Mediaset ha davvero le difficoltà di cui tanto si lamenta, forse dovrebbe tagliare trasmissioni più costose e meno belle, come il Grande Fratello, per esempio. Ci sarebbero le vie legali, ma siamo sinceri: mettere in piedi una causa mi farebbe terra bruciata attorno, io lavoro con la mia voce, un polverone del genere mi segherebbe le gambe. Mi sento sotto ricatto.”

Una speranza, quella della Stagni, che però sembra destinata a restare tale. Anche se sarebbe curioso sapere cosa ne pensa a riguardo Matt Groening, sempre attento alla cura dei suoi personaggi anche dopo anni di successo:

“Il signor Groening non sa nulla e credo che non ne sarebbe felice visto che proprio 25 anni fa è stato lui a scegliere tutto il cast di voci italiane. Purtroppo io e la mia collega non abbiamo alcun modo per contattarlo e di sicuro la produzione italiana non ci aiuterebbe a farlo.”

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Il fan è un animale strano. Spesso critica e si lamenta prima di vedere il risultato del cambiamento o senza la cognizione di causa. Si lamenta del cambiamento in sé. Nel caso specifico dei Simpson, la maggior parte dei fan non sta a sentire quanto siano brave le sostitute o analizzare il perché del cambiamento, ma si lamentano e basta!

Poi non è chiaro perché la casa produttrice “madre”, che ha, se non sempre, spessissimo l’ultima parola sulle decisioni delle edizioni italiane, abbia accettato questo cambio al doppiaggio, dopo 23 stagioni…

E poi perché il taglio al compenso? Mediaset dice di aver pochi soldi, ma la Fox?

Prima di dare giudizi e criticare bisognerebbe sapere e conoscere tutti i fattori.

Piccola provocazione. Massimo rispetto per la Bosisio e la Stagni, ma è molto strano che solo loro abbiano protestato e abbandonato la serie… Qualche maligno potrebbe pensare o che sono un po’ avide o che avevano bisogno di quei ruoli così ben pagati (dopo 23 anni!!!) perché in realtà sono doppiatrici che lavorano poco o molto poco…

Sonia Scotti, grandissima professionista (questo non si discute!) e magnifica persona, ha però una voce troppo matura per il ruolo di Marge.

Piccola precisazione: Liù Bosisio ha doppiato le sorelle di Marge, Patty e Selma, dalla 1° alla 21° stagione; dalla 22° (ultima stagine di Bosisio/Marge) le due sorelle sono state affidate ad Antonella Alessandro.

QUANDO L’ADATTAMENTO DIVENTA UN’ARMA episodio 1

Con questo post inauguro una rubrica dedicata agli strafalcioni, agli errori e ai fraintendimenti che incontro negli adattamenti dei dialoghi italiani di film e serie televisive.

Arrow_1Arrow è una serie televisiva statunitense che racconta le gesta di Oliver Queen, ovvero Freccia Verde dell’universo DC Comics. Avevamo già incontrato un Oliver Queen “televisivo” nella serie Smallville, ma questa versione è decisamente più adulta, in un certo senso, molto più noir e violenta, nei limiti di una serie televisiva, appunto.

Nell’episodio 10 intitolato Bruciato Freccia Verde se la vede con uno dei villain più inquietanti della DC: Firefly.

Nei fumetti Firefly nasce come “cattivo” di Batman ed è un esperto di effetti speciali (una specie di Mysterio della Marvel); poi, dopo la saga Crisi sulle Terre Infinite, Firefly viene riscritto come un esperto di esplosivi e di pirotecnica che, disperato dalla tremenda crisi economica che colpisce Gotham City, perde la ragione e inizia a uccidere la gente con il fuoco.

“Firefly” inglese è quell’insettino brutto ma poetico che è la lucciola (fire-fly = fuoco-mosca/volo).

arkham_asylum_firefly_by_chuckdee-d4mqfvqVeniamo ad Arrow. In questo episodio gli adattatori italiani hanno pensato bene di tradurre “Firefly” con “Libellula”. Non proprio lo stesso insetto! Ma non solo. Così traducendo hanno “tradito” il personaggio stesso, modificandone il nome e il significato, perché nella serie tv Firefly è un ex vigile del fuoco creduto morto. E che c’entra “Libellula” col fuoco?!? Forse traducendo con “Lucciola” avevano paura di incorrere nel doppio significato lucciola/prostituta? Allora potevano mantenere Firefly! Qual’era il problema?!! Anche perché, e qui si nota la poca furbizia, nell’episodio viene mostrato un tatuaggio che raffigura una firefly/lucciola, e ci si rende conto che NON è una libellula, insetto che ha una forma ben diversa e riconoscibilissima da tutti!

Sono cose che non si fanno e danno un pessimo esempio, a favore dei detrattori del doppiaggio.

Cumberbatch e Lee Miller: ATTO I

Benedict Cumberbatch (sì, è un nome vero!) e Jonny Lee Miller (e sì, Jonny si scrive proprio così, in questo caso!). Due grandi attori inglesi che recentemente hanno cominciato a farsi conoscere un po’ in tutto il mondo entrando in grosse produzioni non solo televisive ma anche cinematografiche.

Si sa, le attrici e gli attori inglesi hanno un quid che le loro controparti statunitensi non hanno. Non so a cosa sia dovuto. Secondo me è dovuto al Teatro. In Inghilterra il teatro è molto importante: frequentatissimo dagli spettatori, inserito nei percorsi scolastici e il primo tra gli intrattenimenti (basti pensare alla quantità di teatri nella sola Londra e alla quantità di spettacoli che vengono rappresentati per anni e anni!).

Il teatro obbliga l’attore a rendere la sua performance perfettamente leggibile anche agli spettatori seduti in fondo alla sala o accomodati nel loggione, non solo nelle prime file. E questo significa uno studio approfondito e vissuto sul linguaggio del corpo, sull’intensità dei gesti, sul rendere una battuta “viva” attraverso sia il cambio di intonazioni sia l’impostazione e la mimica facciale.

Ma torniamo ai due attori citati all’inizio. Non scriverò qui di seguito le loro biografie e le loro filmografie (c’è Wikipedia, per questo! O IMDb, se preferite…), ma piuttosto riportare alcune considerazioni, in particolare su due diversissime serie televisive nelle quali entrambi interpretano lo stesso personaggio: Sherlock Holmes.

L’investigatore sociopatico creato da Sir Arthur Conan Doyle ha avuto nel tempo numerosissime trasposizioni, adattamenti e interpreti; e in questi ultimi anni lo abbiamo visto interpretato prima al cinema da Robert Downey Jr., poi sul piccolo schermo da Cumberbatch nella serie televisiva inglese Sherlock  e da Lee Miller negli USA in Elementary.

sherlock-3Sherlock è una serie della BBC e si è voluto riadattare i racconti dello stesso Conan Doyle ambientandoli ai nostri giorni; infatti il titolo di ogni episodio rimanda a uno dei titoli dei racconti dello scrittore. Steven Moffat e Mark Gatiss (che nella serie interpreta anche il fratello di Sherlock, Mycroft), creatori, produttori esecutivi e sceneggiatori della serie, non potevano fare e pretendere di meglio.

Quando sentiamo “serie televisiva” siamo abituati a pensare a quelle statunitensi la cui durata non supera i 40 minuti, ma i 90 minuti di questa serie inglese permette un approccio filmico non solo alla costruzione della sceneggiatura e al conseguente svolgimento della trama ma anche alla cura e all'”artisticità” delle inquadrature e del montaggio. Un vero e proprio film, insomma. Holmes e Watson e tutto il cast di comprimari, che Conan Doyle ha creato nelle sue pagine, si muove in una Londra contemporanea, caotica e moderna, e viene rappresentata proprio come la metropoli qual’è. Sherlock si sta disintossicando dalle sigarette e i cerotti alla nicotina a volte lo aiutano a pensare (a differenza di quello letterario, dipendente da droghe ben più pesanti), come la sua controparte letteraria suona il violino e volutamente ignora tutto ciò che non riguarda le tecniche e gli argomenti utili per risolvere omicidi e sparizioni, è un assessuato sociopatico e ritiene che un omicidio da risolvere sia la miglior cura dalla depressione causata dalla noia; e proprio come sulle pagine di carta, Holmes riesce a relazionarsi con il mondo solo attraverso l’amicizia con il dottor Watson, medico militare reduce della guerra in Afghanistan (Conan Doyle si riferisce alle guerre afghane del 1878-80, Moffatt e Gatiss a quella moderna, of course…), carico di traumi causati dalle sue esperienze sul campo di battaglia e da legami famigliari deboli e inconsistenti: la solitudine personale e privata dei due uomini, che potrebbe avere esiti tragici, si trasforma in forza inarrestabile e di rivalsa di entrambi. Tutto questo supportato da casi da risolvere credibili e verosimili, ma anche ingarbugliati. Altrimenti come potremmo rimanere folgorati dalla “Scienza della Deduzione” di Sherlock Holmes?!

Ma forse pensate che io esageri. L’unico modo per rendersi conto dell’altissima qualità di questo prodotto della BBC (che raramente produce programmi di bassa qualità…) è vederlo, così mi potrete credere. Chi invece lo ha già visto, beh… sarà d’accordo con me.

Gli statunitensi non sono rimasti indifferenti al successo internazionale che ha avuto la serie Sherlock, così il canale televisivo CBS ha messo subito in cantiere il loro Sherlock Holmes. Ed ecco arrivare Elementary.

elementary-un-primo-poster-della-nuova-serie-247359Classica serie televisiva poliziesca americana: il caso deve essere risolto in 40 minuti, ma niente paura perché c’è la possibilità di creare e sviluppare una sotto-trama  articolata, grazie al fatto che una stagione intera di solito è composta da 22/24 episodi. Le due sfortune principali di questa serie sono quelle di essere arrivata dopo, come ho già scritto qualche riga fa, il successo di Sherlock e dopo tutta una sfilza di telefilm che avevano come protagonista un personaggio che si ispirava proprio a Sherlock Holmes. Cosa voglio dire? Pensate a Dottor House, al Patrick Jane di The Mentalist, al Detective Monks, a Cal Lightman di Lie To Me, al dottor Daniel Pierce di Perception (al momento non me ne vengono in mente altri, ma scommetto che la lista potrebbe continuare!)… Tutti personaggi che hanno “rubato”, chi più chi meno, alla creazione di Conan Doyle.

In Elementary troviamo uno Sherlock Holmes che si è trasferito da Londra a New York (dall’aiutare Scotland Yard ora collabora con la polizia della Grande Mela),  ex-tossicodipendente mantenuto da un padre misterioso e affettivamente assente che assume l’ex-chirurgo Joan Watson (Lucy Liu!!!) perché assista il figlio nel difficile percorso post-disintossicazione. Come scrivevo qualche riga fa, la lunga sotto-trama consente di far affiorare alcuni personaggi chiave, quali Irene Adler e Moriarty, legati al fumoso e indefinito passato di Sherlock.

Devo ammettere che all’inizio ero scettico riguardo all’efficacia di questa versione di Sherlock Holmes, principalmente perché mi ero innamorato della versione della BBC, ma proseguendo con la visione della serie ho apprezzato prima di tutto l’interpretazione impeccabile di Jonny Lee Miller, che crea un Holmes eccentrico e iperattivo, e poi la “sfumatura metropolitana” che gli sceneggiatori hanno dato ai casi affrontati.

In conclusione. Elementary e Sherlock mi piacciono molto perché pur essendo molto diverse tra loro, entrambe presentano uno Sherlock Holmes fedele a quello immaginato, creato e descritto Sir Arthur Conan Doyle. Anche se… se dovessi scegliere quale delle due serie buttare giù dalla famosa torre, darei una spinta a Elementary e salverei senz’altro Sherlock

Piccolo P.S. riguardante l’edizione italiana e il doppiaggio.

Sherlock è stata rovinata da un’edizione italiana approssimativa, con un adattamento imbarazzante e censorio, e con una scelta del doppiatore protagonista (l’ottimo Francesco “Leonardo Di Caprio” Pezzulli) poco fedele al timbro di Cumberbatch. Io sono un sostenitore e un appassionato di doppiaggio, ma in questo caso molto meglio vedersi la serie con l’audio originale e sottotitolata in italiano. (da segnalare una curiosità: Francesco Pezzulli doppia Cumberbatch nello Sherlock mandato in onda sulla piattaforma Mediaset Premium e nell’edizione dvd e blu-ray; mentre per la messa in onda in chiaro su Italia1 è stato sostituito da Giorgio Borghetti. Mistero. )

Tutt’altro discorso per Elementary. Grandi professionisti e adattamento, con un lavoro straordinario e degno di nota di Gianfranco Miranda su Jonny Lee Miller.

Forse che chi ha curato l’edizione italiana Sherlock abbia affrontato il lavoro con un poco di pregiudizio, ritenendo poco importante e/o di poco valore un prodotto proveniente dal Regno Unito???

Le nuove voci dei Simpson

51Py+qSlGAL._SX500_Il 5 marzo scorso è iniziata su Italia1 (come si dice, in prima visione) la 23esima stagione de I Simpson.

Qualche mese fa i siti italiani specializzati, e non, annunciavano che questa nuova stagione avrebbe visto l’abbandono di due voci “miliari” nel doppiaggio di questa celebre serie. I fan si sono subito preoccupati, allarmati, arrabbiati, quando hanno scoperto che le sostituzioni riguardavano Marge e Bart, rispettivamente Liù Bosisio (“prima moglie” di Fantozzi) e Ilaria Stagni (fra i suoi tantissimi doppiaggi, si ricorda il Macaulay Culkin dei due film Mamma, Ho Perso L’Aereo).

Senza entrare nello specifico, l’abbandono della serie da parte delle due doppiatrici è stato motivato da un abbassamento dei compensi ai doppiatori italiani da parte della Fox. Bisognerebbe conoscere a fondo l’intera questione per determinare se hanno fatto bene o se è stato un capriccio. A mio parere il merito più importante del successo italiano de I Simpson va proprio all’adattamento e al doppiaggio, che da più di vent’anni vengono fatti su un prodotto strettamente legato alla società, alla politica e all'”umanità” statunitensi, rendendo lo show godibile e divertente anche in Italia, diversissima, per innumerevoli ed evidenti fattori, dagli Stati Uniti. Quindi un merito queste doppiatrici e questi doppiatori ce l’hanno, no?!

Magari qualcuno di voi non si è reso conto delle sostituzioni. In effetti le nuove doppiatrici non sono delle novelline e comunque sono stati fatti dei provini (come spessissimo accade!) per far scegliere poi alla produzione madre le doppiatrici che avrebbero avuto definitivamente il ruolo.

Marge ora è doppiata da Sonia Scotti (per intenderci, voce storica di Whoopi Goldberg e Glenn Close, nonché la Judi “M” Dench dei film di 007 dal 1995); Bart invece viene doppiato da Gaia Bolognesi giovane veterana dei cartoni animati.

Già dalla 22esima stagione sono stati fatti alcuni cambiamenti al cast delle voci italiane: Nonno Simpson ha perso Mario Milita (ha qualche problema alle corde vocali) e ha guadagnato l’onnipresente Mino Caprio (già voce dell’alter ego di Homer Simpson, Peter Griffin); la stessa Bosisio aveva ceduto le sorelle di Marge, Patty e Selma, ad Antonella Alessandro. Attraverso gli anni e le stagioni sono state fatte moltissime sostituzioni al cast delle voci comprimarie, non è una novità e in un certo senso è naturale che succeda: il tempo passa per tutti!

Personalmente quelle due eccellenti sostituzioni non mi hanno sconvolto. E’ più che altro il rimanere spiazzati dopo una pluriennale abitudine: la differenza con le precedenti doppiatrici c’è ma è molto piccola.

Se dovessi scrivere cosa stona, secondo me, in questa 23esima stagione è proprio l’Homer Simpson di Tonino Accolla.

Tonino Accolla non può non piacere, ha fatto in modo di rendere inconfondibile la risata di Eddie Murphy, ha dato voce (nel vero senso dell’espressione!) alla comicità fisica e facciale di Jim Carrey nei film di Ace Ventura e in Una Settimana Da Dio, è stato il Mickey Rourke di 9 Settimane e Mezzo… basta vedere la sua filmografia e si capisce che anche lui, insomma, non è proprio un novellino! Non solo doppiatore, ma anche un preciso direttore del doppiaggio.

Eppure… in questa stagione de I Simpson, Accolla sembra che faccia la parodia di Homer, che ne faccia l’imitazione, il verso; sbiascica, sporca le parole, a volte si mangia le sillabe finali, sembra che abbia la pronuncia alterata o da un intervento o da un problema ai denti e/o alla bocca… Se provate a fare una ricerca in internet troverete alcune notizie che indicano e riportano un Tonino Accola in difficoltà. Non c’è una versione ufficiale, e non mi metto certo qui di seguito ad analizzare il problema, ma sta di fatto che Accolla non doppia più, se non Homer, appunto. Non doppia neppure Eddie Murphy: nel suo ultimo film Tower Heist – Colpo Ad Alto Livello, l’attore è stato doppiato da Sandro Acerbo.

Aggiornamento post, 17 luglio 2013

Domenica scorsa, 14 luglio, è morto a Roma Tonino Accolla, dopo diversi problemi di salute. Il doppiaggio italiano perde un’altra grande voce. Come avevo scritto in questo post (poche righe sopra) mi ero accorto che c’era qualcosa che non andava nel doppiaggio di Homer Simpson, nell’ultima stagione della serie. Accolla non sembrava più lui. E solo adesso si può dare una spiegazione a quel doppiaggio sporco, strascicato, stanco. Doppiatore, dialoghista e direttore del doppiaggio, rimarrà con noi non solo nella beffarda risata di Eddie Murphy o nel “D’OH” di Homer Simpson, ma anche in doppiaggi magistrali di Kenneth Branagh nei film tratti dalle opere di Shakespeare e negli adattamenti di film cult e capolavori come Titanic, Robin Hood, principe dei ladri, Bravehart, Avatar, Indipendence Day (dove doppiava anche Bill “il Presidente USA” Pullman), Speed, …

D’OH!